Come proteggere un mutuo?

Ecco come tutelarsi da eventi inaspettati, con la stipula di specifiche polizze, e dalle turbolenze dei mercati, facendo scelte consapevoli.

 

Accendere un mutuo senza sorprese. Che sia un imprevisto personale, come la malattia o la perdita del lavoro, o un drastico cambiamento delle condizioni di mercato, può scattare nel corso del finanziamento una pericolosa miccia, che rende difficile se non impossibile pagare la rata. Soprattutto se si considera che il finanziamento generalmente ricopre un periodo di tempo molto lungo (anche 30 anni). Ecco allora come proteggere il proprio mutuo dai rischi potenziali e dormire sonni tranquilli.

La polizza contro gli imprevisti della vita

Il mutuo prevede di per sé una assicurazione obbligatoria contro il rischio di incendio e scoppio, necessaria per tutelare il valore e l’esistenza dell’immobile oggetto del finanziamento. Oltre a questa copertura obbligatoria per legge, c’è però anche la possibilità di stipulare una protezione aggiuntiva. Si tratta di una polizza per coprire il pagamento del debito rimanente in caso di morte o di invalidità permanente, oppure nel caso in cui non si fosse più in grado di far fronte in maniera puntuale alle rate per problemi economici derivanti dalla perdita del lavoro. La copertura metterebbe al riparo dagli imprevisti della vita, come la malattia o la disoccupazione, che potrebbero impedire di onorare gli impegni presi e, nel peggiore dei casi, causare la perdita dell’immobile. Sebbene si tratti di una garanzia aggiuntiva e non obbligatoria per legge, questa polizza a volte può essere sollecitata dalla banca al momento di erogare il mutuo.

Prima di stipulare una polizza sul mutuo è buona pratica confrontare soluzioni, massimali e durata, per ottenere il prodotto più adatto alle proprie esigenze. In questo senso, rimanendo in tema di protezione, arriva in aiuto la nuova direttiva europea sulla distribuzione assicurativa (Insurance Distribution Directive, IDD) che tutela appunto il cliente finale, imponendo alle Compagnie di Assicurazione una maggiore trasparenza nel processo di vendita, mentre l’autorità di vigilanza nazionale sta imponendo l’adozione di linguaggio più chiaro e semplificato (ne abbiamo parlato in questo articolo).

protezione mutuo

Per proteggersi dal rialzo dei tassi

Nel corso della vita del mutuo a cambiare possono essere anche le condizioni di mercato. Uno dei principali “imprevisti” da tenere in considerazione in questo senso è rappresentato dall’aumento dei tassi di interesse. Nella riunione dello scorso 13 settembre la Banca Centrale Europea ha indicato ai mercati finanziari l’intenzione di portare a termine a dicembre il Quantitative Easing, ovvero l’acquisto di titoli di Stato da parte dell’istituto di Francoforte, avviando la fase di normalizzazione della politica monetaria in Europa. E sebbene la stessa BCE abbia puntualizzato che i tassi di interesse non saliranno prima dell’estate 2019, il percorso è tracciato.

In vista di questo cambiamento, quali scelte compiere? Per chi pensa di stipulare un nuovo mutuo, è ancora conveniente quello a tasso fisso, che ferma le condizioni del finanziamento ai parametri attuali, ossia nei pressi dei minimi storici. Più rischioso, invece, scegliere mutui a tasso variabile a scadenza superiore ai cinque anni, in quanto nei prossimi anni l’aumento dei tassi potrebbe diventare significativo.

Chi invece ha già sottoscritto un mutuo, può continuare a dormire sonni tranquilli se il finanziamento è a tasso fisso perché l’importo della rata rimane immutato per tutta la durata del contratto. Discorso diverso per il mutuo a tasso variabile.  La normalizzazione della politica monetaria da parte della BCE il prossimo anno spingerà al rialzo l’Euribor, con cui è indicizzata la maggior parte dei mutui, rendendo la rata più salata.

Mutuo al riparo dal rischio spread

C’è poi il rischio legato all’aumento dello spread, ossia il differenziale di rendimento tra i titoli di stato italiani Btp e i Bund tedeschi di durata decennale, che è tornato d’attualità in Italia e che con la fine del Quantitative Easing della BCE potrebbe peggiorare.  Come mettersi al riparo da questo imprevisto? Non c’è nulla da temere se il mutuo è già stato sottoscritto, in quanto gli indici Eurirs ed Euribor, ai quali si agganciano rispettivamente tasso fisso e tasso variabile, salgono soltanto a seguito di un ritocco dei tassi di interesse da parte della BCE.

Il discorso cambia per i mutui ancora da sottoscrivere. Uno spread alto infatti potrebbe alla lunga aumentare i costi delle Banche che per rifarsi da questo rincaro alzerebbero il loro spread sui mutui, qui inteso come ricavo della banca stessa. Quindi, dato che il tasso su un mutuo è determinato dall’indice di riferimento (Eurirs per il fisso ed Euribor per il variabile) e dallo spread applicato dalla Banca, se quest’ultimo aumenta, crescerà anche il costo del finanziamento. Un rischio inevitabile per tutti i tipi di mutuo che verranno sottoscritti nel prossimo futuro.

Fin da subito però si potrebbe assistere a un restringimento dei criteri per accedere ai mutui, con le banche meno disposte a concedere prestiti e finanziamenti alle famiglie. Una tendenza che si sta consolidando già in questi ultimi mesi è poi quella dell’allungamento dei tempi di erogazione del mutuo. I preventivi restano bloccati anche per 60-90 giorni così che le banche possono proporre in fase di chiusura del contratto di mutuo un tasso ritoccato ai valori più alti.

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