IDD, la rivoluzione nelle assicurazioni

A ottobre è entrata in vigore anche in Italia la nuova Direttiva Europea IDD per i prodotti assicurativi. Ecco cosa è e cosa cambia per Clienti e Compagnie

 

Ad ottobre è arrivata in Europa, e quindi anche in Italia la Direttiva IDD, che prevede nuove regole per la distribuzione dei prodotti assicurativi. Insomma una sorta di Mifid II delle assicurazioni. Lo scopo della Direttiva è infatti quello di favorire la trasparenza e garantire maggiore tutela agli assicurati.

Cosa è l’IDD?

IDD sta per Insurance Distribution Directive ed è la nuova Direttiva Europea sulla distribuzione dei prodotti assicurativi vita e danni, entrata in vigore anche in Italia lo scorso 1° ottobre. Questo nuovo complesso di regole, comune per tutti i paesi europei, ha lo scopo di cambiare la prospettiva dell’industria assicurativa, ponendo al centro della logica di costruzione dei prodotti e di distribuzione degli stessi gli effettivi bisogni del Cliente. Come raggiungere questo obiettivo? Attraverso una progettazione dei prodotti per segmenti di clientela, la revisione della documentazione precontrattuale e contrattuale al fine di consentire la comparabilità fra prodotti, una profilazione delle effettive esigenze degli assicurati e delle proprie propensioni, nonché e una maggiore trasparenza relativamente ai costi. Ma non solo.

Cosa cambia per il Cliente

L’obiettivo della IDD è la tutela dell’assicurato, in modo simile a quanto fatto dalla Mifid II per i prodotti finanziari.  Dunque, la nuova Direttiva prevede innanzitutto che vengano definite le esigenze e il profilo del risparmiatore tenendo conto di diversi parametri.
Questo passaggio infatti permette al Cliente di essere più consapevole dei propri bisogni e delle proprie aspettative e alla Compagnia assicurativa di proporre un prodotto più adeguato, agevolando così il passaggio da una logica “prodotto centrica” ad una “cliente centrica”.

Altro aspetto cardine della nuova normativa riguarda la trasparenza. Il Cliente deve essere informato su ogni elemento del prodotto assicurativo, a cominciare dalle condizioni e dai costi, così da agevolare la comparazione tra diverse soluzioni. Maggiore trasparenza è richiesta, poi, in tema di conflitti di interesse e incentivi alla distribuzione e deve essere, ad esempio, chiarito il rapporto che il distributore ha con la Compagnia assicurativa, nonché se il distributore stesso opera in virtù di une modello distributivo basato sulla consulenza vincolata o consulenza indipendente.

Infine, la comunicazione deve essere semplice e chiara. A questo riguardo è stato introdotto un Documento Informativo Precontrattuale (DIP) dal formato e dai contenuti standardizzati per un massimo di tre fogli, scritto con un linguaggio semplificato, che viene consegnato al Cliente nella fase precontrattuale.

Il Cliente non ha alcun obbligo di acquisto in questa fase, potendo prendersi il tempo necessario per leggere la documentazione illustrativa con calma e in autonomia, prima di decidere se sottoscrivere o meno il contratto.

IDD - cosa cambia per il cliente

 

Cosa cambia per le Compagnie assicurative con l’IDD

Inevitabilmente, la IDD comporta cambiamenti radicali per le Compagnie di assicurazione, chiamate a modificare i propri modelli di offerta orientandoli maggiormente verso il consumatore. Le Compagnie assicurative devono quindi impegnarsi ancora di più a intercettare i bisogni dei Clienti, aiutandoli a decodificarli e soddisfarli con un prodotto adeguato.

In pratica le imprese assicurative dovranno accertarsi che le polizze proposte siano adatte alla specifica tipologia di consumatore, e per verificarlo dovranno effettuare una sorta di test. Ma dovranno anche selezionare attentamente i canali di vendita, tenendo conto delle caratteristiche dei prodotti assicurativi da distribuire e delle caratteristiche dei clienti target, e adottare misure per verificare che i distributori agiscano in conformità alle regole. È possibile che le Compagnie creino canali o figure di vendita dedicati alle diverse tipologie di assicurato: come per esempio potrebbe essere il cosiddetto private insurance per i Clienti di fascia alta.

Non solo. La norma italiana ha colto l’occasione del recepimento della Direttiva per indurre l’industria assicurativa alla digitalizzazione. La nuova normativa impone infatti alle Compagnie l’obbligo di gestire la documentazione in formato digitale in modo da agevolare la raccolta di dati, utili per la gestione dei diversi target di clientela. In questo modo, inoltre, si facilita l’individuazione del beneficiario delle polizze vita, contribuendo a ridurre il fenomeno delle polizze dormienti.

Altro aspetto da considerare è che la maggiore tutela del risparmiatore si traduce per le imprese assicurative in una serie di obblighi:

  1. la revisione della documentazione utilizzando un linguaggio più semplice,
  2. la formazione dei propri distributori nel rispetto delle nuove regole,
  3. la predisposizione di servizi adeguati di assistenza post-vendita.

Cambiamenti inevitabili a cui le imprese assicurative non potranno sottrarsi, anche perché la IDD prevede sanzioni severe in caso di inadempienze.

Quali conseguenze avrà questa rivoluzione per l’industria assicurativa è certamente presto per dirlo. È possibile però immaginarlo guardando a quello che sta avvenendo nel settore del risparmio gestito sulla spinta di Mifid II: questo cambiamento potrebbe provocare anche in questo caso una pressione sui margini, a causa dalla maggiore trasparenza prevista sui costi e sulle commissioni di gestione.

Share on:

       

Post Collegati