Modello 730: tutto quello che c’è da sapere

Le nuove scadenze da rispettare e le novità sulle spese da detrarre. Tutti gli aggiornamenti più importanti per effettuare una corretta dichiarazione dei redditi

É iniziata la nuova stagione della dichiarazione dei redditi e in particolare del modello 730. A partire dallo scorso 16 aprile è infatti possibile scaricare dal sito dell’Agenzia delle Entrate la propria dichiarazione precompilata. Ma è solo il primo passo. Ecco come procedere per controllare i dati inseriti dai tecnici del fisco, eventualmente effettuare le modifiche o integrazioni con le corrette spese da detrarre, e poi consegnare il tutto nelle modalità e nei tempi previsti.

Come scaricare il modello

Il Modello 730 è il modulo fiscale da compilare per la dichiarazione dei redditi dedicato ai lavoratori dipendenti e ai pensionati, che dà la possibilità di detrarre spese e oneri con un eventuale accredito direttamente in busta paga. Il documento può essere scaricato dal sito dell’Agenzia delle Entrate utilizzando una di queste chiavi di accesso:

  1. un codice PIN, che può essere richiesto online sul sito http://www.agenziaentrate.gov.it oppure presso l’ufficio più vicino;
  2. una identità SPID (Sistema pubblico d’identità digitale)
  3. le credenziali rilasciate dall’Inps;
  4. la Carta Nazionale dei Servizi.

Una volta visualizzata la propria dichiarazione, si dovrà controllare che i dati inseriti nel modello precompilato siano corretti. Per la prima volta quest’anno saranno indicate anche le spese per gli asili nido.

Manca qualcosa? Ecco come effettuare le modifiche

Molto spesso però il modello precompilato non comprende tutte le spese detraibili ed è necessario quindi metterci mano per effettuare modifiche o integrazioni.  È utile dunque conoscere le voci di spesa, con le ultime novità di quest’anno, che si possono detrarre.

Tra i principali oneri vi sono:

  1. gli interessi legati a un mutuo
  2. i premi assicurativi
  3. le spese sanitarie
  4. le spese per la frequenza scolastica fino all’università
  5. le spese relative al pagamento di rette di frequenza dell’asilo nido
  6. le spese funebri
  7. i contributi versati alla previdenza complementare
  8. le spese per ristrutturazione e risparmio energetico.

Le novità 2018

Diverse le novità di quest’anno, soprattutto per quanto riguarda la casa. Per la prima volta infatti è prevista la cedolare secca anche per i redditi derivanti dagli affitti brevi (meno di 30 giorni) stipulati a partire dall’1 giugno 2017. Sempre sul fronte casa, sono previste percentuali di detrazione più ampie per gli interventi antisismici. Tra gli altri aggiornamenti del 730, diventano detraibili anche le spese per l’acquisto di alimenti medici speciali, ad esempio per malattie metaboliche o diabete (sono esclusi invece i cibi per i lattanti).

modello 730

Tutto corretto? Ecco come trasmettere il modello

Una volta controllati tutti i dati e fatte le opportune modifiche, si può procedere con la presentazione del modello 730, seguendo tre diverse strade:

  1. Per via telematica dal sito dell’Agenzia delle Entrate, indicando i dati del sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio
  2. Presso il proprio datore di lavoro (se abilitato), consegnando una delega per scaricare il 730 e tutta la documentazione necessaria
  3. Presso il CAF o il professionista abilitato (commercialista), insieme a tutta la documentazione necessaria per verificare la conformità dei dati riportati nella dichiarazione.

Occhio ai tempi

Poche ma fondamentali le date da segnare in rosso sul calendario per la gestione della propria dichiarazione dei redditi. La prima è quella del 2 maggio. Solo a partire da questa data infatti si può iniziare ad apportare eventuali modifiche e integrazioni al precompilato e rispedire al fisco la dichiarazione approvata in via definitiva. La scadenza finale per la consegna del 730 è invece fissata quest’anno per il 23 luglio.

Tutto finito quindi? Non proprio, perché il 730 e la relativa documentazione di supporto (fatture, scontrini, ricevute, ecc) devono essere conservati fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione per possibili controlli da parte del fisco.

Share on:

       

Post Collegati