Mutuo VS Leasing: cosa conviene?

Leasing come alternativa al mutuo?

La legge di stabilità del 2016 ha introdotto una novità importantissima per chi sta cercando di acquistare casa. Ora è’ infatti possibile, in alternativa al tradizionale mutuo ipotecario, finanziare l’acquisto con la modalità del leasing, o locazione finanziaria.
Ma come scegliere quale forma di finanziamento conviene richiedere? Non esiste una risposta che valga per tutti e in tutte le situazioni, quindi è utile seguire un percorso che ci porti a capire quali sono gli aspetti di cui dobbiamo tenere conto, per arrivare ad una scelta che sia consapevole.

Mutuo o leasing: le scelte di Marco

Marco Vitali, 34 anni, Manager Formazione e Sviluppo per una nota azienda tedesca, nel momento cruciale della sua vita ossia l’acquisto di una casa, ha dovuto affrontare proprio il dilemma: “mutuo” o “leasing”?
Appare chiaro che, prima di rendergli facile la scelta, è meglio affrontare 3 questioni fondamentali: cos’è un leasing? In cosa si differenzia dal mutuo? E soprattutto perchè risulta economicamente conveniente?

E’ importante premettere che la risposta all’ultima domanda è la più complessa, perché i conteggi che bisogna fare variano molto in funzione del valore dell’immobile, dell’anticipo di cui si dispone, dall’età di chi richiede il finanziamento, e ovviamente dal tasso applicato e dalla durata. Inoltre a questi fattori si aggiunge che la rata mensile che il nostro Marco si troverà a dover pagare e la convenienza complessiva dell’operazione sono innegabilmente i fattori più importanti che condizioneranno la sua scelta. Ma, andando oltre le variabili personali, sarebbe un errore trascurare altri aspetti fondamentali, già accennati all’inizio di questo articolo.

Come funzione il leasing?

Il leasing è già noto a molti, in quanto utilizzato per l’acquisto di un’autovettura o un altro bene strumentale: il meccanismo è identico. Il “bene” che Marco vuole acquistare, la sua futura abitazione, viene acquisito da una società specializzata, che poi lo affitta al nostro cliente ad un prezzo e per una durata stabiliti contrattualmente: quando il contratto scade, pagando un importo anch’esso prestabilito, il bene viene trasferito dalla società di leasing a Marco, che finalmente ne diventerà il legittimo proprietario.

Le differenze sostanziali con il mutuo stanno proprio qui: con quest’ultimo si diventa subito proprietario dell’immobile, la banca finanzia l’acquisto in cambio di una garanzia (ipoteca) che consente, nel caso il cliente smetta di pagare le rate (18 rate consecutive, seconda la legge attuale), di pignorare il bene e metterlo in vendita per rientrare del prestito che è stato erogato. Con i leasing invece la proprietaria dell’immobile è la società di leasing, fino a quando con il pagamento della rata finale la proprietà non viene trasferita a colui che ha stipulato il contratto di leasing “ora Marco sarà il legittimo proprietario della sua casa”. E, se per qualche motivo non giustificato (le legge specifica quali sono quelli giustificati, ad esempio la perdita del posto di lavoro) il nostro cliente smetterà di pagare le rate (12 in questo caso), la società di leasing può semplicemente sfrattarlo dall’appartamento.

Conviene il leasing?

Dal punto di vista della convenienza economica, la cosa si fa un pò complessa: in se, non ci sono grandissime differenze, il leasing probabilmente avrà un tasso leggermente più alto, le imposte sono diverse (ad esempio il leasing non deve registrare e cancellare l’ipoteca), alla fine le varie componenti sommate porteranno a costi complessivi molto simili.

Dove la questione si fa interessante è nelle agevolazioni fiscali:
– il mutuo consente di detrarre fiscalmente il 19% degli interessi pagati annualmente (ma solo su un tetto massimo di 4000 euro). Non prevede altre detrazioni.
– Con il leasing le agevolazioni fiscali (diverse se si hanno più o meno di 35 anni, e valide se si dispone di un reddito annuo inferiore a 55mila euro) sono molto forti. Si potrà infatti detrarre dall’Irpef il 19% sui canoni, calcolati su un tetto di 8 mila euro all’anno, e un altro 19% sulla rata finale, su un tetto di 20 mila euro. Le detrazioni si dimezzano se si hanno più di 35 anni, e non valgono se si dispone di un imponibile superiore ai 55mila euro annui.

Cosa avrà scelto Marco di fronte a questo scenario? La strada più vantaggiosa questa volta è risultata essere quella del leasing, premiante per la giovane età e con meno rischi per eventuali “incidenti di percorso”, professionalmente parlando.

Se alla fine sei orientato al mutuo, puoi saperne di più leggendo il nostro articolo sui tassi di interesse.

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