Tassi di interesse azzerati:
non si può restare fermi

I tassi di interesse rimarranno azzerati ancora a lungo, ha promesso il governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi. Dopo più di un anno dalla storica svolta della Bce, perciò il tasso principale rimane fermo al minimo storico dello 0,00%, quello sui depositi bancari a -0,40% e quello di rifinanziamento marginale a 0,25%

TASSI DI INTERESSE RESTANO A ZERO

Come si può vedere dal grafico sull’Euribor a 3 mesi – il tasso più conosciuto dai consumatori – il trend attuale è solo l’approdo finale di un lento crollo dei tassi di interesse in Europa. Dal marzo del 1995, quando i tassi d’interesse erano al 7,5%, si è scesi fino a 2,9% dell’aprile 1999 per poi risalire al 5% nel novembre 2000 e nell’ottobre del 2010. Il crollo è stato poi repentino, fino allo sfondamento del tetto dell’1% nel marzo del 2012.

CRESCITA A RILENTO

 

L’azzeramento dei tassi di interesse ha aiutato la ripresa in Europa? Se si guarda il grafico della crescita nell’Ue a 28, si potrebbe rispondere: solo in parte. Dopo la grande recessione coincisa con l’inizio della crisi tra il 2008 e il 2009, l’Unione Europea ha vissuto un’altra frenata proprio tra il 2012 e il 2013. La discesa della crescita media nell’Ue si è arrestata e a marzo 2013, un anno dopo la discesa dell’Euribor sotto l’1%. Dopo una breve ripresa, il dato della crescita si è stabilizzato poco sotto il 2% e i tassi negativi non hanno avuto alcun effetto dirompente sull’attività economica.

CHE VUOL DIRE PER I CITTADINI?

Ma che cosa comporta l’Euribor negativo per i cittadini? Il maggior vantaggio lo ha chi deve rimborsare un mutuo o un prestito contratto a tasso variabile mentre chi ha investito i propri risparmi li vede assottigliarsi ogni giorno che passa. Sono crollati innanzitutto i rendimenti dei conti deposito, strumento che serve per accantonare liquidità: addio, quindi, ai tempi in cui gli istituti più aggressivi potevano promettere rendimenti del 3 o 4% all’anno.

Questi stessi risparmiatori soffrono anche a causa del Quantitative easing, il programma di acquisto di Titoli di Stato da parte della Bce, che ha ha fatto calare a picco i rendimenti di questa forma di investimento, che lo Stato riesce a vendere a tassi negativi. La prudenza non può più pagare, dunque, sul mercato del risparmio: ecco perché diventa fondamentale diversificare i portafogli (scopri qui le soluzioni CNP Partners) e affidarsi a professionisti competenti.

Fonte: Bce


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